martedì 31 marzo 2015

Qualità dell'aria a Besnate: (leggendo tra le righe) cattive notizie dalla relazione dell'ARPA. Concentrazioni critiche di PM10 e benzo(a)pirene.

Avevamo in passato condotto una  inchiesta riguardante i preoccupanti livelli di inquinamento da "benzopirene" nell'aria, nell'area besnatese.
Oggi, dopo numerosi solleciti, IB (Indipendenti per Besnate) ha ottenuto dall’ARPA, attraverso una richiesta diretta al Sindaco, e conseguente pubblicazione sul sito del Comune di Besnate, la Relazione sul monitoraggio della qualità dell’aria effettuato nel periodo dicembre 2013-gennaio 2014 e giugno-luglio 2014 nel territorio di Besnate.

La relazione originale è consultabile per intero a questo link.

Una sintesi con nostre attuali considerazioni è invece riportata in questo articolo.
Nella relazione Arpa hanno trovato conferma i dati che riportammo nella nostra precedente inchiesta.
Inascoltati in passato, ora che la criticità trova conferma dalle rilevazioni ARPA, auspichiamo che finalmente gli amministratori in carica non si voltino dall'altra parte presi da mire diverse, ma ne prendano atto nelle scelte strategiche del paese, traffico inquinante per primo, senza escludere di considerare altre cause (ad esempio i sorvoli aerei, a nostro parere).           

L’ARPA ha monitorato i due principali composti inquinanti dell’aria, il PM10 e gli IPA (in particolare il benzopirene).

Il PM (Particulate Matter) è una sostanza, costituita da una miscela di particelle allo stato solido o liquido, che viene dispersa nell’aria in sospensione per tempi sufficientemente lunghi da subire fenomeni di diffusione e trasporto. Il PM può essere emesso direttamente in atmosfera da processi naturali o secondariamente, a seguito di reazioni chimiche e fisiche, riconducibili principalmente a processi di combustione (traffico autoveicolare, combustibili per uso domestico o industriale, ecc.). Tra i PM più pericolosi vi sono le particelle di diametro attorno o inferiori ai 10 micron, il cosiddetto PM10 che ha una  maggiore capacità di penetrazione nelle parti più profonde dell’apparato respiratorio (trachea, bronchi, alveoli polmonari), causando malattie respiratorie e svolgendo un’azione cancerogena.

Gli IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici), sono una classe numerosa di composti organici tutti caratterizzati strutturalmente dalla presenza di due o più anelli aromatici condensati fra loro. Il più noto e importante tra questi composti, per l’inquinamento ambientale, è il benzo(a)pirene o più comunemente detto benzopirene, a cui si riferiscono le statistiche riportate in questo articolo. Le principali sorgenti di IPA sono da identificarsi nel traffico autoveicolare, nelle combustioni di biomasse e in diverse attività industriali (fonderie, acciaierie, ecc.). Gli IPA appartengono alla categoria dei microinquinanti in quanto possono avere effetti tossici già a concentrazioni molto più modeste di quelle normalmente osservate per gli inquinanti “classici”. La loro presenza comporta un potenziale rischio per la salute umana: sotto il profilo tossicologico, le osservazioni sperimentali indicano che il benzopirene è un cancerogeno per l’uomo.

Le postazioni di monitoraggio dell’ARPA per i composti sopramenzionati erano situate, come indicato nella cartina, nelle seguenti zone di Besnate:


  1. Via Gallarate angolo Via Menotti (internamente alla recinzione dell’impianto di acqua potabile – Pozzo Saporiti): monitoraggio IPA
  2. Via Vittorio Veneto (internamente alla recinzione della palestra comunale): monitoraggio IPA e PM10
  3. frazione Centenate, in Via Centenate (nei pressi della chiesetta): monitoraggio IPA
Le stazioni sono state ubicate in posizioni tali che il livello di inquinamento non fosse influenzato prevalentemente da emissioni da specifiche fonti (industrie, traffico, riscaldamento residenziale, ecc.), ma dal contributo integrato di tutte le fonti poste sopravento alla stazione rispetto alle direzioni predominanti dei venti nel sito.

Valutiamo i risultati della relazione dell’ARPA.

In primo luogo analizziamo i valori assoluti di inquinanti, quelli che danno un’idea del livello di pericolosità dell’inquinamento per la nostra salute, e passiamo poi a valutare la possibile fonte di questi inquinanti.
Nella campagna di misura invernale (20 Dicembre 2013 - 20 Gennaio 2014) il PM10 misurato a Besnate in Via Vittorio Veneto (postazione B) ha fatto registrare un valore medio pari a 33 microgrammi/metrocubo con un massimo di 75 microgrammi/metrocubo. Nella campagna estiva (17 Giugno - 16 Luglio 2014) media e massimo sul periodo sono stati rispettivamente pari a 14 e 33 microgrammi/metrocubo. I limiti ammessi per legge sono di 50 microgrammi/metrocubo. Si tratta quindi di valori che rimangono sotto il limite di soglia con qualche picco sopra soglia.
Per quanto riguardo gli IPA, ed in particolare il benzopirene, le concentrazioni mediate sui due periodi, sono risultate rispettivamente pari a 1,7 nanogrammi/metrocubo nel sito A, 1,5 nanogrammi/metrocubo nel sito B e 1,5 nanogrammi/metrocubo nel sito C.

Sebbene l’ARPA abbia effettuato una elaborazione stimando (non misurando) la concentrazione media di benzopirene per Besnate a 0,86 nanogrammi/metrocubo, ricordiamo che la soglia di legge (DL 155/10) di 1,0 nanogrammo/metrocubo è stata comunque superata almeno durante un periodo di monitoraggio e in media per tutto il periodo delle due stagioni diverse dell’anno. Inoltre il DL 155/2010 prevede che il periodo di copertura minima sia del 33%, cioè pari a 120 giorni, ma in realtà il monitoraggio è durato solo 60 giorni circa.

Ci aspettiamo nel futuro un “vero” monitoraggio prolungato nel corso dell’anno, magari con una stazione fissa, piuttosto che dubbie estrapolazioni, che sempre dipendono da riferimenti selezionati arbitrariamente.
Per quanto riguarda la possibile fonte di inquinamento da PM10, a Besnate, più che nella restante provincia di Varese, sembra essere rappresentata dal traffico veicolare, che segue quello da combustione non industriale. Di fatto, la percentuale di inquinamento da trasporto su strada incide per il 40% sulla generazione di PM10, rispetto al 25% della restante provincia. La combustione non industriale (es. riscaldamento, roghi di legna, ecc.) tanto spesso accusata di essere la principale fonte di inquinamento incide in Besnate per il 55%, rispetto al 65% della provincia di Varese.

La produzione di IPA, ed in particolare del benzopirene, è ascritta principalmente alla combustione non industriale, con percentuali simili a Besnate (90%) e provincia (91%). Bassa invece l’origine di questo inquinante dal traffico veicolare, con percentuali leggermente più alte in Besnate (5% rispetto al 3% della provincia).

Nella sua analisi dei risultati l’ARPA afferma che sia per il benzopirene che per tutti gli altri IPA determinati, in generale, la situazione di Besnate si colloca all’interno della variabilità osservata nella rete di monitoraggio fissa, con valori superiori a quelli misurati nella grandi città (come Milano e Varese). L’ARPA sostiene che, l’origine dell’inquinamento potrebbe essere il diffuso utilizzo di camini o stufe da parte di privati, come fonte alternativa di riscaldamento. Di fatto la quasi totalità delle emissioni di benzopirene è associato al macrosettore delle combustioni non industriali, in particolare alle combustioni di biomasse, che non sono largamente diffuse nelle aree cittadine. ARPA pone come esempio il sito di Meda, unico tra i siti di riferimento per cui si registra il superamento del limite annuale di 1 nanogrammo/metrocubo, un contesto dove sono presenti numerosi mobilifici che utilizzano gli scarti di lavorazione come fonte energetica.

Riferito ciò, ci permettiamo, dati alla mano, e con il supporto di esperti dell’ambiente, di confutare “criticamente”, come già fatto in passato, questi dati.

l’ARPA afferma che “i valori degli IPA nei tre siti di Besnate monitorati sono tra loro molto confrontabili non evidenziando quindi una particolare sorgente locale che avrebbe potuto influire diversamente nei tre siti in funzione delle loro posizioni e distanze relative rispetto alla sorgente, ma indicando piuttosto l’esistenza di fonti emissive diffuse, con un impatto significativo ma comunque stimato ancora nei limiti previsti dalla legislazione“. Affermando ciò l’ARPA omette e allo stesso conferma una possibile “fonte emissiva diffusa”, altamente presente sul nostro territorio: quella del traffico aereo. Questa fonte non è presente in Varese e forse sarebbe stato utile indagarla maggiormente, magari con confronti con paesi limitrofi, anch’essi interessati dal fenomeno (es. Somma Lombardo e Arsago), piuttosto che con un sito ad alta urbanizzazione come Meda (assunto a riferimento nella relazione Arpa).

Ricordiamo che il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio ha definito come “disastro ecologico” le condizioni ambientali dell’area “adiacente Malpensa in pieno Parco del Ticino, dovuto al sorvolo degli aeromobili in decollo dalla stessa”. Queste dichiarazioni si basano sui risultati di un monitoraggio della qualità dell’aria, precedente a quello dell’ARPA del 2013-2104, risalente al periodo 15 Luglio – 11 Novembre 2010. La valutazione era stata effettuata in una vasta area del territorio del Parco del Ticino, da Magenta a Somma Lombardo, da parte dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia e di Ecometrics S.r.l. nell’ambito di uno studio di “Monitoraggio aria Parco del Ticino”. Lo studio aveva evidenziato come “l’area attorno a Malpensa registra livelli [di benzoprine] prossimi a 0,75 nanogrammi/metrocubo (Vizzola Ticino), mentre la concentrazione più elevata è stata registrata nel campionamento autunnale nell’area di Besnate con un valore di 0,96 nanogrammi/metrocubo, vicinissimo al livello critico.” Lo studio suggeriva come possibili sorgenti nelle emissioni aeroportuali e veicolari”.
Tuttavia l’ARPA sostiene che l’origine di questo inquinamento possa essere “…il diffuso utilizzo di camini o stufe da parte di privati, come fonte alternativa di riscaldamento…” e nei mesi estivi (in occasione di un evento locale) ”… la presenza di bancarelle con la distribuzione di cibo cotto in strada; come già verificato in altre situazione la frittura e la cottura di carne produce inevitabilmente IPA che possono essere rilevati in particolare nei mesi estivi quando le concentrazioni di fondo ambientale sono particolarmente basse”. Ancora l’ARPA “dimentica” l’esistenza di Malpensa!

Ma dimentica anche un rapporto prodotto dalla stessa ARPA nel dicembre del 2014 dal titolo “Stima delle emissioni da piccoli apparecchi domestici a legna in Lombardia nel 2012“, che valuta i fattori di emissione, gli indicatori di consumo a livello comunale e la ripartizione tra tipologie di apparecchi (stufe a legna, caldaie a legna, stufe a pellett). Un rapporto che potrebbe supportare (o smentire) la sua tesi sull'origine dell’inquinamento da benzopirene a Besnate.

Nell'analisi effettuata nel 2010 nel Parco del Ticino i valori di benzopirene era più bassi di quelli registrati dall'ARPA (0,96 nanogrammi/metrocubo contro 1,5-1,7 nanogrammi/metrocubo), il che starebbe ad indicare, al di là di variabili legate al posizionamento del sito di rilevazione, della metodologia usata, e di non completa sovrapposizione dei mesi di monitoraggio, che il fenomeno è presente da qualche tempo ed in evoluzione in senso peggiorativo. Sicuramente questo non può essere spiegato dalla semplice urbanizzazione. E’ vero che tra il 2000 e il 2010 la popolazione di Besnate, forse anche a causa dello sviluppo di Malpensa 2000 è aumentata di 647 unità, ma durante i due periodi di monitoraggio tra il 2010 e il 2013 la popolazione è passata da 5437 persone a 5558 (dati ISTAT), con un incremento di appena 121 unità. Al contrario il traffico aereo è aumentato progressivamente dall'inizio degli anni 2000, ed oggi (2013, dati ISTAT e SEA) volano sopra le nostre teste quasi 158 mila aerei all'anno, che trasportano quasi 18 milioni di passeggeri.

Inoltre, gli ultimi anni hanno visto inverni miti rispetto al passato, che giustificano il ricorso con minore frequenza ad un intenso uso del riscaldamento o altre combustioni domestiche. Un’origine dell’inquinamento dell’aria ESCLUSIVAMENTE legata a tali fonti (domestiche) è quindi da escludere sulla base di queste considerazioni pratiche, soprattutto non essendo stato effettuato un monitoraggio annuale.

Infine, ci preme sottolineare come anche il PM10, sostanza potenzialmente causa di gravi affezioni polmonari, sia prodotto in gran parte dal traffico veicolare. Anche se questo inquinante è liberato nell’aria attualmente a concentrazioni medie sotto il livello di soglia, non è escluso che esso possa aumentare con l’incremento del traffico veicolare legato alla nascita del centro stoccaggio rifiuti, con potenziali gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini. Ovviamente non è escluso che questa fonte di inquinamento possa derivare in parte anche dal traffico aereo. Va detto comunque che la rilevazione del PM10 non è avvenuta in maniera del tutto adeguata, essendo stato stato misurato solo in una postazione, quella vicino alla palestra, e non anche sulla via Gallarate, molto trafficata, e su Centenate, dove è noto l'intenso traffico aereo, e non più appropriatamente in maniera equamente distribuita nell'arco dell'anno, come previsto dal DL 155/2010 (che peraltro indica un numero minimo di postazioni di 6).

Fuori da questo coro di "va tutto bene", IB si fa portavoce della preoccupazione di tanti besnatesi, che vedono questa amministrazione dedicare scarsa attenzione all'ambiente e alla salute dei suoi cittadini:  chiediamo meno slogan e più fatti. Con spirito critico e costruttivo, sempre nell'interesse di Besnate!

domenica 29 marzo 2015

Nel consiglio comunale di Aprile all’ordine del giorno la discussione delle interrogazioni di IB

In questi mesi di inattività del consiglio comunale, IB ha continuato a svolgere la sua funzione di vigilanza sull’operato dell’amministrazione in carica, nell’interesse di tutti i cittadini. Abbiamo posto interrogazioni al Sindaco su questioni che stanno a cuore a noi e a tutti i Besnatesi: l’ambiente, la qualità dell’aria, il decoro urbano e la manutenzione della cosa pubblica.

E così l’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale è incentrato in particolare su nostre iniziative !
Mercoledì 1 aprile 2015 - ore 21 in Sala Consiliare

Ecco i punti all'ordine del giorno e un nostro breve commento.
Invitiamo i cittadini a partecipare al prossimo Consiglio e sostenere attivamente il nostro gruppo.
  1. Comunicazione del distacco del Consigliere Comunale Camillo Luini dal gruppo consiliare Besnate Civica.

    La scissione, come da noi documentato in un articolo su questo sito e riportato in un’intervista rilasciata dal capo gruppo Luini al quotidiano la Prealpina, è stata la naturale conseguenza di una insanabile divergenza in merito agli originali obiettivi politici del gruppo. I rappresentanti di Besnate Civica, raggiunto il traguardo elettorale frutto dei sacrifici e dell’impegno di tanti, hanno preferito dormire sugli allori, godendosi il meritato successo. Al contrario, il consigliere Luini e altri rimasti fedeli al progetto e agli obiettivi originali, hanno fondato una nuova realtà (Indipendenti per Besnate o IB). Questa iniziativa politica mantiene gli obiettivi originali di Besnate Civica, nel pieno rispetto del mandato elettorale, promuovendo un rapporto attivo, critico, ma costruttivo con l’attuale amministrazione, per il raggiungimento dell’obiettivo comune: lavorare per migliorare Besnate.
  2. Interrogazione presentata dal nostro rappresentante consigliere Luini prot. N. 352 del 14.01.2015 ad oggetto: la qualità dell’aria del Comune di Besnate, livelli di inquinamento.
  3. Interrogazione presentata dal nostro rappresentante consigliere Luini prot. N. 1955 del 23.02.2015 ad oggetto: problematiche e prospettive igienico sanitarie correlate all'impaludamento dell’area confinante con il progetto del centro raccolta rifiuti in via A. Di Dio
    Da tempo il gruppo di IB si occupa di segnalare le problematiche ambientali che affliggono il nostro paese, dall’inquinamento dell’aria alla mancata bonifica di aree paludose e malsane. Il gruppo ha in particolare da sempre monitorato l’area dove dovrebbe (usiamo il condizionale) sorgere il tanto discusso (e non voluto da molti besnatesi) centro stoccaggio rifiuti. Come dettagliato nella nostra interrogazione l’area prospicente a quella dove sorgerà il centro presenta criticità, segnalate più volte dalla ASL e inascoltate da questa amministrazione, che rendono rischiosa la costruzione del centro stoccaggio rifiuti. Un rischio per l’ambiente e per la salute di tutti i Besnatesi, non solo di quelli che vivono nelle vicinanze dell’area.

    Inoltre grazie alle pressioni di IB è stato possibile ottenere dall’ARPA, attraverso il Sindaco, dopo quasi due anni di vane richieste, i risultati del monitoraggio dell’aria di Besnate, che confermano gli allarmanti livelli di inquinamento dell’aria. Di questi dati daremo a breve conto ai besnatesi dopo la discussione in Consiglio.
  4. Approvazione regolamento del “Bilancio Partecipativo”

    Il gruppo IB ha presenziato in Commissione statuto e regolamento dando un apporto significativo alla definizione di questo importante progetto, che offre la possibilità ai cittadini di presentare progetti per migliorare Besnate. Un’iniziativa che dovrebbe permettere ai cittadini di partecipare più attivamente alla vita politica di Besnate.
  5. Comunicazione adozione delibera della giunta comunale n.69 del 10/09/2014 ad oggetto “Controllo degli equilibri finanziari – 2 trimestre 2014 – art. 13 regolamento dei controlli interni – presa d’atto

martedì 24 marzo 2015

Gli editoriali di IB. La convivenza si basa sulla cultura del rispetto, non della tolleranza - Seconda parte

A cura di Libero PensieroEcco la seconda parte dell'editoriale. Per chi si fosse perso la prima parte...

Paragoniamo le moschee alle chiese cristiane e chiediamo libertà di culto anche per i musulmani. Belle e ammirevoli parole, sulla carta. Provate a entrare in una moschea “italiana”, o meglio in un centro culturale islamico, dove si prega, ma si fa anche propaganda e si istiga spesso alla supremazia nei riguardi della nostra decadente società occidentale. Società, a detta dei musulmani, priva di valori, ma soprattutto da convertire (con la forza) al vero unico Dio. A parte che a questi estremi la chiesa cattolica non è mai arrivata, nemmeno ai tempi del medioevo, nemmeno quando i missionari al seguito dei conquistadores convertivano nel sangue gli indios centro americani o i crociati sterminavano la popolazione della Palestina. A parte che il potere temporale della Chiesa è terminato con la breccia di Porta Pia, al suono della marcia dei bersaglieri. A parte tutto questo: la chiesa cattolica ha firmato un concordato con lo stato italiano che garantisce i diritti di chi vuole professare la propria fede in libertà, nel rispetto della libertà “laica” dello stato. Perché l’islam non vuole scendere a patti nel rispetto del nostro stato sovrano? Forse perché l’autoritarismo si esercita senza scendere a patti con nessuno. Questo non è un segno di rispetto nei confronti del popolo italiano e della sua cultura. Si tratta di esercizio dell'antagonismo politico e culturale allo scopo di sovvertire l'ordine costituito e sostituire forme di governo e pensiero correnti.

Per ignoranza storica e disinformazione poniamo il dialogo con la civiltà islamica sul nostro stesso piano. Ciò non è possibile. Noi non conosciamo il nostro interlocutore, parliamo di tolleranza, ma non chiediamo rispetto. Queste due parole magiche sono il più delle volte fraintese, dall'opinione pubblica, dai politici e dai media. Personalmente penso che verso ogni individuo sconosciuto il primo sentimento che debba nascere sia il rispetto. Se chi mi sta di fronte è “diverso” da me devo comprendere le sue ragioni, rispettarle, ma nello stesso tempo esigere da lui lo stesso approccio. Ciò significa che se l’ambito del rispetto viene travalicato, se il confine viene superato, la libertà di uno dei due viene violata. Ma mentre la nostra società è basata sui principi di eguaglianza, libertà e fraternità che sono soprattutto concetti laici, privi di ogni religiosità, anche se mutuati dal cristianesimo, la società islamica è invece basata sul convincimento che l’altro sia da sottomettere perché impuro e “non in grado di capire la vera ragione e la vera fede”.

Ecco quindi il nostro grande errore globale: considerare che l’altro debba essere tollerato. Un errore che nasce come contrapposizione al termine intolleranza, che significa “mancanza di sopportazione”. Tolleranza al contrario significa, letteralmente, la capacità di sopportare qualche cosa che in sé sia o potrebbe essere spiacevole, dannosa, mal sopportata. Quindi non stiamo tollerando senza danno? No, noi stiamo sopportando delle situazioni e degli atteggiamenti “irrispettosi” e addirittura lesivi della nostra libertà e dei nostri diritti, semplicemente senza interagire. Lasciamo che i nostri spazi vengano invasi, e non condivisi. Lasciamo che la nostra libertà sia erosa.
Dico a chi mi legge, ma soprattutto ai giovani: leggete, informatevi, siate aperti. La storia si ripete, perché l’umanità non ha attitudine alla memoria. Se così fosse potremmo fare grossi passi avanti con piccoli sforzi. Invece, ci tocca avanzare come le tartarughe e procurarci inutili sofferenze.

Infine, poniamoci una domanda: le cose che ho scritto potrebbero essere scritte "senza conseguenze" in un paese islamico?

sabato 14 marzo 2015

Gli editoriali di IB. La convivenza si basa sulla cultura del rispetto, non della tolleranza - Prima parte

A cura di Libero Pensiero

I recenti avvenimenti terroristici di Parigi, l’avanzata dell'ISIS in Nord Africa e in Medio Oriente, i continui sbarchi di migranti sulle coste del nostro Paese, le aggressioni a cittadini italiani da parte di immigrati clandestini, hanno drammaticamente portato alla ribalta dell’opinione pubblica il grave problema del rapporto tra la cultura (liberale) occidentale e quella (integralista) islamica.
Ma perché queste due civiltà non riescono a trovare un punto di incontro, se non nell'antagonismo basato sulla forza? Perché non è possibile una pacifica convivenza, nel reciproco rispetto? Personalmente penso che l'errore si insito nell’approccio sbagliato alla questione da parte di noi occidentali, frutto di profonda disinformazione e “ignoranza”.

Sbagliamo ad analizzare la civiltà islamica con gli stessi parametri usati per la nostra civiltà occidentale. Quest’ultima, nasce da secoli di contrapposizione tra culture che hanno abitato il bacino del mediterraneo e quelle nordiche. La nostra civiltà ha profonde radici nella cultura greca e romana, successivamente profondamente influenzate dal cristianesimo, che ha avuto l'intelligenza di trattenere il meglio delle culture pagane, e di trasformarle in un movimento moderno, volto al progresso della società. La civiltà secolare che ne è derivata, nella sua imperfezione - ricordiamo la piaga delle indulgenze che ha portato alla nascita del luteranesimo, la santa inquisizione e l'auto da fè, il rogo a Giordano Bruno, il processo a Galileo e lo scontro tra scienza e fede, ecc. -  ha generato il rinascimento prima, l'illuminismo poi, e quindi le filosofie più moderne. Ha dato vita a un documento importante per tutta l'umanità: la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del cittadino”. Attraverso guerre fratricide e passando attraverso il Concilio Vaticano II, la nostra civiltà si è liberata da superstizioni e imposizioni, diventando infine laica. Una società, che bene o male cerca di mantenere un’equidistanza tra movimenti religiosi e politici nell'interesse prima di tutto della persona e del cittadino. Sull'altro versante c’è una società di stampo ancora tribale, governata spesso dal fanatismo religioso e tenuta insieme il più delle volte con la forza. Non è infatti singolare che gli unici stati dell’area nordafricana o medio orientale, che in qualche modo reggono alla spinta integralista, siano quelli governati con il pugno di ferro da spietati dittatori o da ricche monarchie che condividono la ricchezza con i loro sudditi, mantenendo gli animi tranquilli. Conoscere la storia dell’Islam e dei ripetuti tentativi di invasione e sottomissione dell’Europa (la battaglia di Poitiers, la reconquista spagnola, la caduta di Costantinopoli, la battaglia di Lepanto, l'assedio di Vienna, per citare solo alcuni momenti salienti) ci aiuta a comprendere quale sia la molla che spinge il fanatismo religioso islamico.

Noi occidentali vogliamo a tutti i costi portare la nostra democrazia in paesi che non sono ancora pronti a certe forme di governo. La guerra in Iraq, la fine dell’assolutismo in Libia e in Egitto, la situazione tunisina e siriana, ci fanno capire quanto sia difficile mantenere l’unità politica in quei paesi senza il pugno di ferro. E’ singolare che questi paesi, per lo più nati da confini tracciati sulla carta geografica dai colonialisti britannici al termine della prima guerra mondiale, dopo la caduta dell’impero ottomano, retti da oligarchi voluti dalle stesse potenze occidentali, siano ora visti dagli stessi paesi sostenitori come feroci dittature da abbattere.

Noi comuni cittadini sbagliamo quando pensiamo che questo sia solo uno scontro di civiltà. In realtà si tratta più propriamente di uno scontro per la supremazia economica. Parliamo infatti di paesi privi di materia prima, se non il petrolio, e in alcuni casi il gas naturale, che tanto serve a noi occidentali. E noi quindi cosa facciamo? Destabilizziamo per ottenere ciò che ci serve di più: il petrolio, alle migliori condizioni. Creiamo conflitti che ci portano profitto. Avete mai pensato che non ci sarebbero guerre in quei paesi se noi non vendessimo auto, mezzi militari e armi ai “combattenti per la libertà” (alias terroristi)?

...continua con la seconda parte...

domenica 8 marzo 2015

Ambiente e decoro urbano. Problemi risolti ? Vediamo. La risposta del Sindaco al nostro intervento.

Avevamo dato conto nel nostro articolo del 8 febbraio scorso dell'Interrogazione rivolta al Sindaco riguardante diversi problemi quali la permanenza di rifiuti scaricati abusivamente, illuminazione spenta da tempo, gatto morto abbandonato nel parchetto pubblico ed altro ancora. E’ giunta ora la risposta del Sindaco al nostro rappresentante in Consiglio che pubblichiamo commentandola. Esprimiamo con ciò l'apprezzamento per l'operato dell'Assessore competente Sig. Paolo Zolin e del Sindaco che hanno accolto le nostre istanze. Una collaborazione positiva.

In breve:

l'illuminazione della rotonda autostradale, spenta dall'aprile 2014, è stata ripristinata. Bene.




I rifiuti abbandonati dal mese di dicembre in un bosco di Buzzano sono stati rimossi. Bene, fatto salvo per un "pericoloso" residuo di eternit che ci auguriano venga rimosso presto.




"Il parco di Via delle Cave è libero da inconvenienti" scrive il Sindaco. Al di fuori degli eufemismi, il gatto morto giacente da oltre un mese nel bel mezzo del parco è stato rimosso. Bene. Un vero peccato che, come dice il Sindaco, l'"ufficio non segue i social" mentre il Comune promuove app, comunicazione push verso i cittadini, wi-fi gratuito e social, la cui funzione dovrebbe essere facilitare la comunicazione non solo verso il cittadino, ma anche da quest'ultimo verso l'amministrazione comunale. Altrimenti si tratta di propaganda e no di servizio ai cittadini!

Per l'impianto di illuminazione di Piazza Santa Maria del Castello il Comune ha appurato l'esistenza di anomalie tecniche ma si giungerà ad una soluzione entro una decina di giorni, riferisce il Sindaco. Bene, ma verificheremo.

Le luminarie natalizie sono state rimosse. Bene.








Nessuna risposta per ora circa la rimozione dell'alberello rigoglioso che cresce nella grondaia del palazzo comunale. Troppo complicato ? Attendiamo fiduciosi.









La lettera di risposta del Sindaco alla nostra interrogazione:











2