martedì 31 marzo 2015

Qualità dell'aria a Besnate: (leggendo tra le righe) cattive notizie dalla relazione dell'ARPA. Concentrazioni critiche di PM10 e benzo(a)pirene.

Avevamo in passato condotto una  inchiesta riguardante i preoccupanti livelli di inquinamento da "benzopirene" nell'aria, nell'area besnatese.
Oggi, dopo numerosi solleciti, IB (Indipendenti per Besnate) ha ottenuto dall’ARPA, attraverso una richiesta diretta al Sindaco, e conseguente pubblicazione sul sito del Comune di Besnate, la Relazione sul monitoraggio della qualità dell’aria effettuato nel periodo dicembre 2013-gennaio 2014 e giugno-luglio 2014 nel territorio di Besnate.

La relazione originale è consultabile per intero a questo link.

Una sintesi con nostre attuali considerazioni è invece riportata in questo articolo.
Nella relazione Arpa hanno trovato conferma i dati che riportammo nella nostra precedente inchiesta.
Inascoltati in passato, ora che la criticità trova conferma dalle rilevazioni ARPA, auspichiamo che finalmente gli amministratori in carica non si voltino dall'altra parte presi da mire diverse, ma ne prendano atto nelle scelte strategiche del paese, traffico inquinante per primo, senza escludere di considerare altre cause (ad esempio i sorvoli aerei, a nostro parere).           

L’ARPA ha monitorato i due principali composti inquinanti dell’aria, il PM10 e gli IPA (in particolare il benzopirene).

Il PM (Particulate Matter) è una sostanza, costituita da una miscela di particelle allo stato solido o liquido, che viene dispersa nell’aria in sospensione per tempi sufficientemente lunghi da subire fenomeni di diffusione e trasporto. Il PM può essere emesso direttamente in atmosfera da processi naturali o secondariamente, a seguito di reazioni chimiche e fisiche, riconducibili principalmente a processi di combustione (traffico autoveicolare, combustibili per uso domestico o industriale, ecc.). Tra i PM più pericolosi vi sono le particelle di diametro attorno o inferiori ai 10 micron, il cosiddetto PM10 che ha una  maggiore capacità di penetrazione nelle parti più profonde dell’apparato respiratorio (trachea, bronchi, alveoli polmonari), causando malattie respiratorie e svolgendo un’azione cancerogena.

Gli IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici), sono una classe numerosa di composti organici tutti caratterizzati strutturalmente dalla presenza di due o più anelli aromatici condensati fra loro. Il più noto e importante tra questi composti, per l’inquinamento ambientale, è il benzo(a)pirene o più comunemente detto benzopirene, a cui si riferiscono le statistiche riportate in questo articolo. Le principali sorgenti di IPA sono da identificarsi nel traffico autoveicolare, nelle combustioni di biomasse e in diverse attività industriali (fonderie, acciaierie, ecc.). Gli IPA appartengono alla categoria dei microinquinanti in quanto possono avere effetti tossici già a concentrazioni molto più modeste di quelle normalmente osservate per gli inquinanti “classici”. La loro presenza comporta un potenziale rischio per la salute umana: sotto il profilo tossicologico, le osservazioni sperimentali indicano che il benzopirene è un cancerogeno per l’uomo.

Le postazioni di monitoraggio dell’ARPA per i composti sopramenzionati erano situate, come indicato nella cartina, nelle seguenti zone di Besnate:


  1. Via Gallarate angolo Via Menotti (internamente alla recinzione dell’impianto di acqua potabile – Pozzo Saporiti): monitoraggio IPA
  2. Via Vittorio Veneto (internamente alla recinzione della palestra comunale): monitoraggio IPA e PM10
  3. frazione Centenate, in Via Centenate (nei pressi della chiesetta): monitoraggio IPA
Le stazioni sono state ubicate in posizioni tali che il livello di inquinamento non fosse influenzato prevalentemente da emissioni da specifiche fonti (industrie, traffico, riscaldamento residenziale, ecc.), ma dal contributo integrato di tutte le fonti poste sopravento alla stazione rispetto alle direzioni predominanti dei venti nel sito.

Valutiamo i risultati della relazione dell’ARPA.

In primo luogo analizziamo i valori assoluti di inquinanti, quelli che danno un’idea del livello di pericolosità dell’inquinamento per la nostra salute, e passiamo poi a valutare la possibile fonte di questi inquinanti.
Nella campagna di misura invernale (20 Dicembre 2013 - 20 Gennaio 2014) il PM10 misurato a Besnate in Via Vittorio Veneto (postazione B) ha fatto registrare un valore medio pari a 33 microgrammi/metrocubo con un massimo di 75 microgrammi/metrocubo. Nella campagna estiva (17 Giugno - 16 Luglio 2014) media e massimo sul periodo sono stati rispettivamente pari a 14 e 33 microgrammi/metrocubo. I limiti ammessi per legge sono di 50 microgrammi/metrocubo. Si tratta quindi di valori che rimangono sotto il limite di soglia con qualche picco sopra soglia.
Per quanto riguardo gli IPA, ed in particolare il benzopirene, le concentrazioni mediate sui due periodi, sono risultate rispettivamente pari a 1,7 nanogrammi/metrocubo nel sito A, 1,5 nanogrammi/metrocubo nel sito B e 1,5 nanogrammi/metrocubo nel sito C.

Sebbene l’ARPA abbia effettuato una elaborazione stimando (non misurando) la concentrazione media di benzopirene per Besnate a 0,86 nanogrammi/metrocubo, ricordiamo che la soglia di legge (DL 155/10) di 1,0 nanogrammo/metrocubo è stata comunque superata almeno durante un periodo di monitoraggio e in media per tutto il periodo delle due stagioni diverse dell’anno. Inoltre il DL 155/2010 prevede che il periodo di copertura minima sia del 33%, cioè pari a 120 giorni, ma in realtà il monitoraggio è durato solo 60 giorni circa.

Ci aspettiamo nel futuro un “vero” monitoraggio prolungato nel corso dell’anno, magari con una stazione fissa, piuttosto che dubbie estrapolazioni, che sempre dipendono da riferimenti selezionati arbitrariamente.
Per quanto riguarda la possibile fonte di inquinamento da PM10, a Besnate, più che nella restante provincia di Varese, sembra essere rappresentata dal traffico veicolare, che segue quello da combustione non industriale. Di fatto, la percentuale di inquinamento da trasporto su strada incide per il 40% sulla generazione di PM10, rispetto al 25% della restante provincia. La combustione non industriale (es. riscaldamento, roghi di legna, ecc.) tanto spesso accusata di essere la principale fonte di inquinamento incide in Besnate per il 55%, rispetto al 65% della provincia di Varese.

La produzione di IPA, ed in particolare del benzopirene, è ascritta principalmente alla combustione non industriale, con percentuali simili a Besnate (90%) e provincia (91%). Bassa invece l’origine di questo inquinante dal traffico veicolare, con percentuali leggermente più alte in Besnate (5% rispetto al 3% della provincia).

Nella sua analisi dei risultati l’ARPA afferma che sia per il benzopirene che per tutti gli altri IPA determinati, in generale, la situazione di Besnate si colloca all’interno della variabilità osservata nella rete di monitoraggio fissa, con valori superiori a quelli misurati nella grandi città (come Milano e Varese). L’ARPA sostiene che, l’origine dell’inquinamento potrebbe essere il diffuso utilizzo di camini o stufe da parte di privati, come fonte alternativa di riscaldamento. Di fatto la quasi totalità delle emissioni di benzopirene è associato al macrosettore delle combustioni non industriali, in particolare alle combustioni di biomasse, che non sono largamente diffuse nelle aree cittadine. ARPA pone come esempio il sito di Meda, unico tra i siti di riferimento per cui si registra il superamento del limite annuale di 1 nanogrammo/metrocubo, un contesto dove sono presenti numerosi mobilifici che utilizzano gli scarti di lavorazione come fonte energetica.

Riferito ciò, ci permettiamo, dati alla mano, e con il supporto di esperti dell’ambiente, di confutare “criticamente”, come già fatto in passato, questi dati.

l’ARPA afferma che “i valori degli IPA nei tre siti di Besnate monitorati sono tra loro molto confrontabili non evidenziando quindi una particolare sorgente locale che avrebbe potuto influire diversamente nei tre siti in funzione delle loro posizioni e distanze relative rispetto alla sorgente, ma indicando piuttosto l’esistenza di fonti emissive diffuse, con un impatto significativo ma comunque stimato ancora nei limiti previsti dalla legislazione“. Affermando ciò l’ARPA omette e allo stesso conferma una possibile “fonte emissiva diffusa”, altamente presente sul nostro territorio: quella del traffico aereo. Questa fonte non è presente in Varese e forse sarebbe stato utile indagarla maggiormente, magari con confronti con paesi limitrofi, anch’essi interessati dal fenomeno (es. Somma Lombardo e Arsago), piuttosto che con un sito ad alta urbanizzazione come Meda (assunto a riferimento nella relazione Arpa).

Ricordiamo che il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio ha definito come “disastro ecologico” le condizioni ambientali dell’area “adiacente Malpensa in pieno Parco del Ticino, dovuto al sorvolo degli aeromobili in decollo dalla stessa”. Queste dichiarazioni si basano sui risultati di un monitoraggio della qualità dell’aria, precedente a quello dell’ARPA del 2013-2104, risalente al periodo 15 Luglio – 11 Novembre 2010. La valutazione era stata effettuata in una vasta area del territorio del Parco del Ticino, da Magenta a Somma Lombardo, da parte dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia e di Ecometrics S.r.l. nell’ambito di uno studio di “Monitoraggio aria Parco del Ticino”. Lo studio aveva evidenziato come “l’area attorno a Malpensa registra livelli [di benzoprine] prossimi a 0,75 nanogrammi/metrocubo (Vizzola Ticino), mentre la concentrazione più elevata è stata registrata nel campionamento autunnale nell’area di Besnate con un valore di 0,96 nanogrammi/metrocubo, vicinissimo al livello critico.” Lo studio suggeriva come possibili sorgenti nelle emissioni aeroportuali e veicolari”.
Tuttavia l’ARPA sostiene che l’origine di questo inquinamento possa essere “…il diffuso utilizzo di camini o stufe da parte di privati, come fonte alternativa di riscaldamento…” e nei mesi estivi (in occasione di un evento locale) ”… la presenza di bancarelle con la distribuzione di cibo cotto in strada; come già verificato in altre situazione la frittura e la cottura di carne produce inevitabilmente IPA che possono essere rilevati in particolare nei mesi estivi quando le concentrazioni di fondo ambientale sono particolarmente basse”. Ancora l’ARPA “dimentica” l’esistenza di Malpensa!

Ma dimentica anche un rapporto prodotto dalla stessa ARPA nel dicembre del 2014 dal titolo “Stima delle emissioni da piccoli apparecchi domestici a legna in Lombardia nel 2012“, che valuta i fattori di emissione, gli indicatori di consumo a livello comunale e la ripartizione tra tipologie di apparecchi (stufe a legna, caldaie a legna, stufe a pellett). Un rapporto che potrebbe supportare (o smentire) la sua tesi sull'origine dell’inquinamento da benzopirene a Besnate.

Nell'analisi effettuata nel 2010 nel Parco del Ticino i valori di benzopirene era più bassi di quelli registrati dall'ARPA (0,96 nanogrammi/metrocubo contro 1,5-1,7 nanogrammi/metrocubo), il che starebbe ad indicare, al di là di variabili legate al posizionamento del sito di rilevazione, della metodologia usata, e di non completa sovrapposizione dei mesi di monitoraggio, che il fenomeno è presente da qualche tempo ed in evoluzione in senso peggiorativo. Sicuramente questo non può essere spiegato dalla semplice urbanizzazione. E’ vero che tra il 2000 e il 2010 la popolazione di Besnate, forse anche a causa dello sviluppo di Malpensa 2000 è aumentata di 647 unità, ma durante i due periodi di monitoraggio tra il 2010 e il 2013 la popolazione è passata da 5437 persone a 5558 (dati ISTAT), con un incremento di appena 121 unità. Al contrario il traffico aereo è aumentato progressivamente dall'inizio degli anni 2000, ed oggi (2013, dati ISTAT e SEA) volano sopra le nostre teste quasi 158 mila aerei all'anno, che trasportano quasi 18 milioni di passeggeri.

Inoltre, gli ultimi anni hanno visto inverni miti rispetto al passato, che giustificano il ricorso con minore frequenza ad un intenso uso del riscaldamento o altre combustioni domestiche. Un’origine dell’inquinamento dell’aria ESCLUSIVAMENTE legata a tali fonti (domestiche) è quindi da escludere sulla base di queste considerazioni pratiche, soprattutto non essendo stato effettuato un monitoraggio annuale.

Infine, ci preme sottolineare come anche il PM10, sostanza potenzialmente causa di gravi affezioni polmonari, sia prodotto in gran parte dal traffico veicolare. Anche se questo inquinante è liberato nell’aria attualmente a concentrazioni medie sotto il livello di soglia, non è escluso che esso possa aumentare con l’incremento del traffico veicolare legato alla nascita del centro stoccaggio rifiuti, con potenziali gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini. Ovviamente non è escluso che questa fonte di inquinamento possa derivare in parte anche dal traffico aereo. Va detto comunque che la rilevazione del PM10 non è avvenuta in maniera del tutto adeguata, essendo stato stato misurato solo in una postazione, quella vicino alla palestra, e non anche sulla via Gallarate, molto trafficata, e su Centenate, dove è noto l'intenso traffico aereo, e non più appropriatamente in maniera equamente distribuita nell'arco dell'anno, come previsto dal DL 155/2010 (che peraltro indica un numero minimo di postazioni di 6).

Fuori da questo coro di "va tutto bene", IB si fa portavoce della preoccupazione di tanti besnatesi, che vedono questa amministrazione dedicare scarsa attenzione all'ambiente e alla salute dei suoi cittadini:  chiediamo meno slogan e più fatti. Con spirito critico e costruttivo, sempre nell'interesse di Besnate!