mercoledì 29 aprile 2015

Il resoconto e le nostre considerazioni sull'Assemblea Pubblica sulla qualità del'aria di Besnate

Il 27 Aprile 2015 alle 20:30 presso la Sala Civica si è svolta l’assemblea pubblica sulla qualità dell’aria, alla presenza di circa una ventina di besnatesi, moderatore il Sindaco Giovanni Corbo, i responsabili dell’ARPA Dott. Vorne Gianelle e l'Ing. Andrea Algieri (autore del rapporto) hanno illustrato la relazione sulla qualità dell’aria di Besnate. Il monitoraggio è stato effettuato in alcuni mesi dell’anno (dicembre 2013-gennaio 2014 e giugno-luglio 2014), considerati rappresentativi (estate e inverno).

Abbiamo presentato i risultati principali della campagna di monitoraggio in un nostro precedente articolo

ARPA ha confermato che mentre per il PM10 i livelli di emissioni sono in linea con altre zone della Lombardia, l’emissione di idrocarburi policiclici aromatici (IPA), ed in particolare del benzopirene, sebbene nei limiti, mostra livelli superiori a quelli della provincia, e quindi è da considerare con attenzione.

Per tale motivo sintetizziamo il dato emerso per il benzopirene:
  • Limiti di legge 1 ng/m³
  • Media semplice tra i due periodi di rilevamento(dal 20/12/2013 al  20/01/2014 e dal 17/06/2014 al 16/07/2014) ottenuta nelle  tre postazioni besnatesi, rispettivamente pari a 1,5 ng/m³ nel sito A, 1,7 ng/m³ nel sito B e 1,5 ng/m³ (A-via Gallarate, B-via Vittorio Veneto, C-Centenate)  
  • Livello rilevato stimando da Arpa 0,86  ng/m³ (dato ottenuto con una estrapolazione statistica considerando altre 4 postazioni lombarde: Varese via Copelli, Milano via Pascal, Magenta, Meda)
Le principali sorgenti emissive nel Comune di Besnate per gli IPA, tra i quali il benzopirene, derivano dalla combustione non industriale (biomasse, legna dei camini e delle stufe) e dal trasporto su strada.

Rinviamo naturalmente per tutti gli approfondimenti alla Relazione Arpa

Al termine della relazione, abbiamo posto alcune domande al Dott. Gianelle.

Domanda: Il DL 155/2010 prevede in un agglomerato come quello di Besnate un numero minimo di stazioni di misura di 6 per il PM10 e PM2.5 se le concentrazioni massime sono comprese tra la soglia di valutazione superiore e quella inferiore e 13 se le concentrazioni massime superano la sogli di valutazione superiore. L’ARPA ha monitorato il PM10 in una sola postazione e il benzopirene in 3 postazioni. Il PM10 è risultato sotto i limiti, in linea con i livelli rilevati nei comuni limitrofi, ma segnaliamo una discreta percentuale di questo inquinante di origine da traffico veicolare. Inoltre è stata monitorata solo un’area, quella vicino alla palestra, e non ad esempio la via Gallarate (molto trafficata) e Centenate, dove è noto il passaggio di aereo
Risposta: ARPA ha risposto che di fatto Besnate non è un agglomerato urbano e quindi una postazione è sufficiente. Anche l’ubicazione scelta è da ritenersi idonea.
Commento: riteniamo, che il numero di postazioni scelta per il PM10 non sia in linea con quanto indicato dal DL 155/2010 (Allegato 5), come dimostra la tabella estratta dal DL e riportata sotto.

Domanda: mentre il monitoraggio del PM10 è stato effettuato per il 14% dell’anno civile (che va dal 1 gennaio al 31 dicembre), per circa 60 giorni, quello del benzopirene ha coperto lo stesso arco di tempo, mentre per legge dovrebbe essere effettuato sul 33% dell’anno civile (120 giorni). E’ altresì vero che il DL 155/2010 ritiene il 14% è accettabile per “misurazioni indicative”, che tuttavia possono avere un’accettabilità limitata. Inoltre, per il benzopirene sono previste 2 postazioni se le concentrazioni massime sono comprese tra la soglia di valutazione superiore e quella inferiore e 5 se le concentrazioni massime superano la sogli di valutazione superiore. Non sarebbe stato più opportuno, come ad esempio fatto a Somma Lombardo effettuare il monitoraggio su un periodo più prolungato e distribuito nell’arco dell’anno?
Risposta: sì è vero ma abbiamo effettuato il monitoraggio in due anni successivi e garantito la copertura almeno del 14%, con valutazioni indicative. Sì, potrebbe essere opportuno effettuare un monitoraggio più prolungato. Si tratta di una questione di risorse e tempo. Dipende dall’Amministrazione comunale.
Commento: il DL 155/2010 (Allegato 1) indica come il periodo minimo di copertura per il monitoraggio del benzopirene sia del 33%, pari a circa 120 gg., per misurazioni da postazioni fisse, più accurate, mentre invece il monitoraggio è stato effettuato su 60 gg. circa. Per il PM10 viene indicato un periodo minimo di copertura del 14% con misurazione effettuata in un giorno variabile di ogni settimana dell’anno in modo tale che le misurazioni siano uniformemente distribuite nell’arco dell’anno oppure effettuata per otto settimane distribuite equamente nell’arco dell’anno. Sebbene il periodo di copertura minimo per il PM10 sia stato raggiunto (52 gg.) la rilevazione sarebbe stata più efficace se effettuata nel corso di tutto l’anno in maniera variabile. Sul numero di postazioni per il benzoprirene, concordiamo che sia corretto; non reputiamo lo sia per il PM10.

Domanda: perché l’ARPA non ha considerato l’inquinamento legato ai sorvoli aerei, come fonte del benzopirene?
Risposta: l’ARPA ha discusso questo aspetto, mostrando i risultati di una campagna di monitoraggio effettuata nei paesi limitrofi a Malpensa tra l’ottobre 2011 e l’agosto 2012, che aveva evidenziato come le emissioni degli aerei non comportino differenze rilevanti nelle sostanze inquinanti presenti nell’atmosfera. L’ARPA afferma che l’inquinamento aereo comporta l’emissione di particolato che rimane sospeso in genere in alta quota e si disperde su ampie aeree, difficilmente risultando in un inquinamento selettivo di Besnate. Si ritiene che il benzopirene rilevato a Besnate sia originato dalla combustione delle biomasse, piuttosto che dal sorvolo aereo.
Commento: la tesi di ARPA non è completamente sostenibile. Di fatto, ci si chiede perché le indagini ARPA in fatto di inquinamento da traffico aereo nei pressi degli aeroporti (Milano e Bergamo) risultino sempre negative, mentre vi sono altre indagini effettuate su commissione di comuni o privati ad enti privati che portano a risultati opposti o comunque segnalano una criticità, peraltro attendibile. Ricordiamo che nel 2011 la Corte d’appello di Milano aveva condannato la SEA, la società che gestisce lo scalo di Malpensa, e il Ministero dei Trasporti al risarcimento di 7,5 milioni di Euro in favore di alcuni proprietari di boschi che lamentavano disastri ambientali dovuti allo smog causato dall’aeroporto. Nella nostra zona non esistono confronti con altre rilevazioni, se si esclude l’indagine dell’Università Cattolica del 2010 nel Parco del Ticino, che aveva evidenziato livelli particolarmente elevati di benzopirene nell’area di Besnate. E’ noto che il benzopirene viene prodotto anche dalla combustione del carburante nei motori degli aerei. Può cadere sul terreno con le piogge e infiltrare lo stesso, inquinando le acque. A Casorate Sempione nel 2011, fu fatta un’assemblea pubblica con esperti dell’ambiente e medici epidemiologi, a seguito di un campagna di monitoraggio durata circa 4 mesi e commissionata ad una società privata. Furono rilevati superamenti dei limiti per gli IPA, con il naftalene fortemente al di sopra dei limiti in tutte e quattro le stazioni di rilevamento, mentre in altre postazioni veniva superato il limite per il dibenzopirene, il dibenzoantracene, il pirene, anche se non in tutte le postazioni.

Domanda: perchè la relazione dell’Università Cattolica del 2010 sull’inquinamento dell’aria nel parco del Ticino ha indicato livelli di benzopirene critici per Besnate, mentre l’ARPA ha rilevato valori più contenuti?
Risposta: la metodologia utilizzata dai ricerchi dell’Università Cattolica non è adeguata, come invece quella utilizzata da ARPA.
Commento: la risposta dimostra come sia opportuno nel futuro, più che un’assemblea pubblica, promuovere una tavola rotonda di esperti dell’ambiente e della salute (epidemiologi), in modo che vi sia un equilibrato contradditorio tra chi ha effettuato le rilevazioni e, giustamente, sostiene la qualità e veridicità delle proprie scoperte, e chi invece potrebbe obiettivamente confutare tali tesi.

Domanda: Le criticità metodologiche e l’estrapolazione dell’inquinamento sull’anno, correlando i dati annuali di alcuni siti con quelli stagionali (invernali) utilizzando peraltro un riferimento a nostro avviso inadeguato (Meda), rende i risultati estremamente arbitrari. Il valore stimato di Besnate può di fatto variare in funzione dei riferimenti utilizzati. Nella stima di ARPA si considerano le Stazioni di Milano Pascal, Varese Copelli, Magenta e Meda, ma non sono state considerate aree come Sondrio-Paribelli e Darfo (zona D), che hanno livelli annuali di benzopirene di 1,8 e 1,4 (2013) e che, a) come Meda non sono omogenee con Besnate, e b) come dichiara ARPA nelle relazioni sulla qualità dell’aria per quelle aree, l’inquinamento da benzopirene è dovuto alla produzione della combustione della biomassa legnosa
Risposta: reputiamo che anche introducendo i dati di quelle postazioni non si modifichi sensibilmente la stima annuale di benzopirene annuale.
Commento: Sarebbe opportuno vedere tale proiezioni e ciò comunque conferma la necessità di un monitoraggio più prolungato del benzopirene a Besnate, per stime più precise.

Per questioni di tempo non è stato possibile porre le numerose domande programmate. Per completezza di informazione riassumiamo questi commenti di seguito, confidando in un prossimo incontro interlocutorio:
  • Perché per la classificazione è stato utilizzato l’inventario emissioni aria (INEMAR) del 2010 e non quello più recente del 2012? Di fatto, l’INEMAR 2012 introduce novità rispetto a quello del 2010, tra le quali di rilievo la ripartizione delle emissioni da combustione residenziale di legna per tipologia impiantistica, particolarmente utile per l’analisi dei dati di Besnate, a sostegno della testi di ARPA
  • L’ARPA ha prodotto nel dicembre del 2014 un rapporto dal titolo “Stima delle emissioni da piccoli apparecchi domestici a legna in Lombardia nel 2012“, che valuta i fattori di emissione, gli indicatori di consumo a livello comunale e la ripartizione tra tipologie di apparecchi (stufe a legna, caldaie a legna, stufe a pellett). Perché l’ARPA non ha supportato (o smentito) la sua tesi sull’origine dell’inquinamento da benzopirene a Besnate con questi dati?
  • Bisognerebbe estendere il monitoraggio anche agli idrocarburi aromatici semplici, come il benzene, che originano dal traffico aereo e fornire maggiori dettagli sul superamento delle soglie per altri IPA, monitorando ad esempio anche il naftalene (un altro importante IPA).
  • Infine si fa sempre rigorosamente riferimento per gli IPA, che sono più spesso vicino al limite, al non superamento (stimato) del limite di 1 ng/m³ all’anno. Tuttavia, è noto che il rischio cancerogeno è legato non solo alla durata dell’esposizione alla sostanza cancerogena, ma anche alla sua concentrazione. Anche brevi esposizioni a grandi concentrazioni sono dannose. Inoltre va ricordata la relazione pressochè lineare che esiste tra il rischio di cancro e la concentrazione di cancerogeno: non esiste cioè un limite sotto il quale si è veramente sicuri. Ricordiamo che gli IPA e il benzopirene, sono composti altamente lipofili, cioè affini al grasso ampiamente rappresentato nei tessuti e in particoalre nelle membrane cellulari. Questi composti penetrano facilmente la cellula, arrivano al nucleo e causano danni al DNA e quindi mutazioni cellulari in cellule tumorali.
In conclusione, riteniamo che, visti gli elevati livelli di benzopirene sia necessario
  • Un monitoraggio costante e prolungato, su base annuale, come in altri siti analoghi, eventualmente affiancato anche da un ente indipendente di ricerca (es. Università supportata da un’Azienda specializzata), come era già stato fatto in precedenza nel 2010
  • Estendere il monitoraggio ad altri idrocarburi e inquinanti
  • Istituire al termine di tale indagine una tavola rotonda pubblica con un confronto tra esperti di entrambe le parti, in modo da fornire alla popolazione le varie prospettive di parte e non, al fine di trarre un giudizio obiettivo
Al termine dell’incontro sia il Sindaco Giovanni Corbo che l’Assessore all’Ecologia, Paolo Zolin, su nostra richiesta hanno mostrato disponibilità a promuovere una nuova campagna di monitoraggio, più approfondita.