mercoledì 2 settembre 2015

Emessa l'Ordinanza dal TAR di Milano per il Centro raccolta rifiuti di Via Alfredo di Dio.

Ieri trattammo l'argomento nell'articolo al quale rimandiamo (Là dove c'era un bosco del Parco.....). Oggi diamo conto della prima Ordinanza del TAR di Milano resa pubblica a fine agosto scorso.

  1. Alcuni cittadini presentarono al T.A.R. di Milano un primo ricorso avverso la "destinazione urbanistica" prevista dal PGT (Piano di Governo del Territorio).  Circa 8.500 metriquadri del bosco di fronte al cimitero di Besnate destinati a Centro rifiuti. 
  2. Incurante, il Comune rilasciava a Coinger S.r.l., unico proprietario dell'area (a nostro avviso, punto più critico della vicenda), il permesso di costruire il Centro rifiuti destinato a stoccare quelli raccolti dalla sopraddetta Società nei Comuni serviti, oltre a quelli conferiti direttamente dai residenti. Veniva presentato un secondo ricorso avverso al rilascio del "Permesso di costruire" che copre 4.500 metriquadri dei sopraddetti 8.500 totali già previsti nel P.G.T..
  3.  La Società procedeva comunque alla costruzione del Centro senza attendere la decisione dei Giudici del TAR in merito ai ricorsi aperti, accollandosi i rischi connessi (spesa: circa 1 milione di euro di soldi pubblici). 
Il T.A.R. di Milano diede priorità all'udienza relativa al ricorso sul "Permesso di costruire", che si è tenuta il 17 giugno 2015.

Poichè i due ricorsi sopraddetti hanno punti in comune, i Giudici del T.A.R. hanno deciso in tale udienza di accorpare il primo ricorso, quello sulla contestata "destinazione urbanistica" dell'area, prevista nel P.G.T. ed hanno fissato una nuova udienza al 15 gennaio 2016 per trattare insieme tutte le argomentazioni.
Attendiamo gli esiti giudiziari ed informeremo i cittadini.


 



Non sta a noi definire la legittimità del progetto, il nostro giudizio è di critica a questa scelta politica del passato. Favorevoli ad una piattaforma ecologica su misura delle esigenze del paese ma contrari ad un Centro per stoccare almeno 10 volte tanto la produzione di rifiuti besnatesi, che attrarrà anche traffico pesante di ogni provenienza nel centro abitato.

Un dato è tuttavia certo: Coinger srl, con il beneplacito comunale e nel silenzio degli organismi preposti alla tutela di territorio, salute, ambiente, paesaggio, ecc., ha proceduto senza attendere gli esiti giudiziari con la costruzione del SUO "ecomostro" (NON di proprietà comunale), le cui dimensioni e impatto i besnatesi possono facilmente verificare passando per la zona. Porgiamo loro una domanda: ancora credono nella buona fede delle istituzioni ? Noi francamente no!