venerdì 29 gennaio 2016

Banche in crisi. Ma come stanno quelle di Besnate ?

In quest'ultimo periodo sono state molte le preoccupazione degli italiani riguardo la sicurezza dei propri risparmi depositati o investiti in banca. Non differentemente, anche molti amici besnatesi ci hanno espresso le loro ansie a riguardo, alimentate dalle notizie di stampa, spesso molto articolate e di difficile comprensione. 


Almeno tre concetti ci hanno “perseguitato” nell'ultimo mese:
Il Bail In: dal primo gennaio 2016 è entrata in vigore la direttiva europea sulla risoluzione delle crisi bancarie. Se fino ad oggi le banche sono state salvate anche con soldi pubblici da gennaio 2016, nel caso una banca sia in difficoltà, non interverrà più lo Stato, ma dovranno farsi carico delle perdite anche i privati, come gli azionisti ed obbligazionisti, da ultimi, ma non esclusi, i correntisti. Se tutto questo non fosse ancora sufficiente a coprire le perdite interverrà un fondo che sarà finanziato dalle banche. Continueranno ad essere garantiti i depositi in conto fino a 100 mila Euro.
Le obbligazioni subordinate: sono obbligazioni che in caso di crisi possono essere convertite in azioni della banca. Diventano pertanto capitale della banca stessa che “sfuma” in caso di crisi o fallimento.
Le sofferenze bancarie: un peso tra 200 e 350 miliardi di Euro di crediti (prestiti) inesigibili o di difficile esigibilità che pesano complessivamente su tutte le banche italiane e che possono far fallire quelle più esposte, alla luce del sopraddetto Bail In. Un macigno funesto che le autorità governative italiane ed europee tenteranno di diluire o smaltire nel tempo sul capo degli italiani tutti, ovviamente, attraverso ingegnerie finanziarie solo apparentemente indolori ("Bad Bank" e strumentazioni collegate).
Abbiamo preso lo spunto da un  articolo del “Corriere per riassumere in quattro righe i concetti principali ed anche per tranquillizzare circa gli effettivi rischi che NON corrono i clienti delle banche presenti in paese, giudicando dai loro indicatori di patrimonializzazione.

La solidità patrimoniale è stata analizzata attraverso alcuni indici tra i quali i più importanti il “Cet1 ratio” e il “Total Capital Ratio” i quali mettono in relazione il patrimonio della banca con gli impegni (i prestiti) che la banca ha assunto.
Si consideri che per la Bce (Banca Centrale Europea) il minimo dell'indice Cet1 ratio è l' 8% e dell'indice Total capital ratio è il 10,5%.

E le banche di Besnate come stanno ? Stanno bene.
 
Infatti, in una classifica che misura per patrimonio le prime 20 banche italiane, esse figurano per solidità patrimoniale al terzo, undicesimo e sedicesimo posto.
                                                      CET1 ratio              TOTAL CAPITAL ratio
3°   - Intesa San Paolo                       13,40%                         17,30%
11° - Banca Popolare Milano           11,44%                         14,36%
16° - Banca popolare di Sondrio      10,14%                         12,06%

Diversa considerazione riguarda il rischio ed il valore delle azioni di tali banche, capitale il cui valore è legato a domanda ed offerta del mercato, ma ciò non inficia la predetta analisi patrimoniale.     



Per gli approfondimenti rinviamo all'articolo del "Corriere"