venerdì 12 febbraio 2016

Quello che la politica (e Matteo) non dice…

A cura di Libero Pensiero

A fine 2015 è stata approvata la “legge di stabilità”, che definisce la politica di bilancio per il 2016 e gli anni successivi. I media hanno dato grande enfasi alle novità introdotte dal governo. Riassumiamo e commentiamo per i nostri lettori i punti principali della manovra. Anche per il 2016, nonostante i proclami, la manovra non introduce riforme strutturali, o iniziative volte a rilanciare l'economia, bensì ha l'obiettivo di contenere il deficit.
Se ci allontaniamo dai fuochi d’artificio “sparati” dalla manovra vediamo problemi reali del Paese che non vengono affrontati. Non si pianificano tagli agli enti inutili e alle eccessive risorse umane nella pubblica amministrazione. Non si mette in atto una lotta efficace all’inerzia e inefficienza della macchina statale, vera responsabile del mancato decollo dell'economia del Paese. Si dimentica l'importanza della lotta alla corruzione e al clientelismo, in grado di assicurare il rilancio economico e gli investimenti di capitale nel Paese.
Clausole di salvaguardia. Vengono rimossi i previsti aumenti dell'IVA e delle accise che sarebbero dovuti scattare all’inizio del 2016. Tuttavia non si cita che l’aumento scatterà in maniera completa e pesante nel 2017. L’anno prossimo l’aliquota IVA al 10% passerà al 13%, mentre quella al 22% passerà al 24%: lo stop alle clausole di salvaguardia vale solo per il 2016. E nel 2018 passeremo dal 24% al 25%. L’aumento dell’IVA causerà il crollo dei consumi e favorirà l’evasione, in un paese dove non esiste un efficace controllo sul territorio e il cittadino è lasciato solo a “difendersi” contro gli evasori, senza canali di denuncia adeguati e sicuri.
TASI. Si abolisce la TASI sugli immobili residenziali adibiti ad abitazione principale (ad esclusione degli immobili di particolare pregio, ville e castelli), che interessano circa l’80% dei nuclei familiari.
IMU. Si elimina la tassa sui terreni agricoli e sui macchinari d’impresa cosiddetti “imbullonati” (es. macchinari come presse, forni, ecc. che possono essere spostati da un luogo all’altro). Ma si è deciso di non eliminarla sulle imprese di altro tipo. Sarebbe stato bene farlo, almeno sulle Piccole e Medie Imprese (PMI), quelle che soffrono di più della eccessiva tassazione, per altro su immobili spesso di proprietà sui quali si è ampiamente pagato le tasse in fase di acquisizione (superiori a quelle sugli immobili per uso privato). Si discrimina ancora una volta tra imprenditori di serie A e B.
IRAP. Dal 2016 viene azzerata per i settori dell'agricoltura e della pesca. Ancora ci si è dimenticati delle PMI, vero motore del paese.
IRES. Prosegue la riduzione dell’aliquota dell’IRES per le aziende.
Sud.  Sono stati introdotti benefici fiscali aggiuntivi nella forma di un credito d’imposta (sino al 20%) per l’acquisto di nuovi beni strumentali destinati a strutture produttive nelle regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo), validi del 2016 al 2019. Ancora benefici ad un’area stra-sovvenzionata, anche dall’Europa, ma che letteralmente “ingoia” i finanziamenti. Forse bisognerebbe pensare prima ad una seria bonifica del territorio dalla criminalità organizzata e dal malaffare, per favorire gli investimenti, soprattutto dall’esterno. Che rilancino l’area, che ha comunque grandi potenzialità e risorse prime.
Canone RAI. Si riduce da 113,50 a 100 euro e si pagherà con la bolletta elettrica. Si rafforza questa tassa odiosa, tipica del nostro paese. Prima di tutto è sbagliato parlare di canone, in quanto trattasi di tassa di possesso del televisore, che risale al regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880 (!). Far pagare il canone RAI a tutti i privati che abbiamo un contratto con un gestore dell’energia elettrica è un controsenso in un mercato, come quello attuale, nel quale l’offerta televisiva gratuita o su abbonamento da più provider (Sky, Premium, ecc.) e tale da “oscurare” la visione della cosiddetta televisione pubblica. Si rafforza l’italico costume del monopolio della comunicazione. Anziché rendere la RAI un vero servizio pubblico, tagliando privilegi, la si rafforza economicamente a discapito del libero cittadino. Noi vogliamo la RAI solo su abbonamento per chi veramente la vuole!
Istruzione. La manovra di bilancio include importanti interventi per l’istruzione, la ricerca e il sistema della cultura. Si intende premiare il merito e accrescere il livello delle nostre università. Ci si chiede se alle parole seguiranno i fatti, in un’Italia dove, grazie al clientelismo e alla mancanza di basate sul merito,  l’eccellenza attualmente non è nella scuola e nell’università pubblica, ma nel privato, aziende comprese. Le uniche che fanno vera ricerca e innovazione.
Sicurezza. Sono stanziati 300 milioni di euro per l'ammodernamento delle strumentazioni e delle attrezzature dei comparti difesa e sicurezza e per gli investimenti volti ad adeguare le capacità di contrasto al terrorismo. Per rafforzare la cyber security è prevista una dotazione di 150 milioni. Al personale delle forze di polizia e delle forze armate, per il riconoscimento dell'impegno profuso per fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale, viene corrisposto un contributo straordinario pari a 80 euro netti al mese. Persegue l'obiettivo di migliorare la sicurezza dei cittadini anche il programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana, per il quale sono stanziati 500 milioni. Senza una vera politica della sicurezza, che non è propria della sinistra di governo i soldi non servono. Anzi possono favorire ancora una volta i “furbetti del quartierino”, mezzi abbandonati nelle rimesse e personale “imboscato” negli uffici, anzichè a pattugliare il territorio.
Cultura. Vengono resi immediatamente utilizzabili dai Comuni 500 milioni per interventi di edilizia scolastica. Ai giovani che nel 2016 compiono 18 anni si attribuisce una Carta elettronica di importo di 500 euro, da utilizzare per l'ingresso a musei, teatri, cinema, mostre. Viene inoltre incrementato di 50 milioni di euro il Fondo per la concessione di borse di studio. Inutile (per gli italiani) mancetta ai giovani, che guarda caso a breve voteranno (es. già il referendum costituzionale). Bella manovra elettorale. Ma soprattutto bel messaggio ai nostri naturalmente pigri ragazzi.