mercoledì 6 aprile 2016

Dal TAR Milano la sentenza sui ricorsi avversi alla discarica di Via Alfredo di Dio.




A seguito dell’udienza tenutasi il 29 gennaio 2016 è stata depositata il 5 aprile scorso la Sentenza del TAR di Milano riguardante i ricorsi di cittadini besnatesi residenti nelle aree a confine, contro il progetto dell’impianto rifiuti della COINGER Srl in Via Alfredo Di Dio, di fronte al cimitero e affacciato alle case di via Tonale.

Con la predetta Sentenza il TAR motiva in 22 pagine il respingimento dei ricorsi, spese di giudizio compensate tra le parti. Anche noi ne abbiamo presa visione e rispettiamo l’esito del procedimento giudiziario anche se non condividiamo molte delle motivazioni addotte, non sintetizzabili in poche righe e che troveranno spazio in una successiva disamina.

Sarà anche legittima la discarica ma nulla cambia riguardo l’assurdità della scelta caparbiamente voluta dalla cordata LEGA/PARTITO DEMOCRATICO succedutisi nell’Amministrazione comunale besnatese tra gli anni 2004 – 2014 con i Sindaci Ravasi e Bordoni, senza escludere la vicinanza al progetto dell’attuale sindaco ing. Corbo che ha completato quello che altri hanno cominciato con la scusa che i giochi erano già fatti. Mai nessuna loro disponibilità a valutare l'insediamento in un'area alternativa da noi ed altri proposta, area di 3.500 mq. già di proprietà comunale, già area degradata in zona industriale confinante con i raccordi autostradali che avrebbe evitato l'attraversamento del paese dei mezzi pesanti diretti ai centri di smaltimento rifiuti, lontana dalle residenze.

Le conseguenze che subirà il nostro territorio avranno chiari responsabili.




Noi avevamo ampiamente illustrato in passato le ragioni della avversione a tale tipologia e localizzazione dell’impianto intercomunale di stoccaggio rifiuti  (qui i nostri articoli L'isoletta della salute (foto)     L'isoletta dei rifiuti è una realtà      Là dove c'era un bosco del Parco del Ticino    Aperto il cantiere del centro stoccaggio rifiuti ), per ragioni ambientali e di degrado, per il traffico pesante indotto e ripercussioni sulla salute generale del paese nonché ragioni di rispetto e decoro dell’area, cimiteriale ed anche residenziale. 
Aggiungiamo le sconvenienze finanziarie a tutto vantaggio di un ente terzo, esclusivo proprietario delle aree e dell’impianto. Oltre il danno la beffa dei 200.000 euro pagati del nostro Comune (soldi nostri) per la rotonda di accesso a servizio dell’impianto non comunale.
Un esempio da non imitare di grave inadeguatezza amministrativa.