venerdì 23 settembre 2016

L'olimpiade negata

A cura di Libero Pensiero
Roma. La città eterna. Chi ha la fortuna di frequentarla spesso non ha potuto fare a meno di notare il degrado nel quale la città è sprofondata progressivamente negli ultimi anni, ripetutamente mostrato dai media (Report e Presa Diretta ne hanno tratto tanti bei servizi). Purtroppo a causa della cattiva politica Roma è oggi diventata per gli italiani il simbolo di quello che dobbiamo ammettere di essere: un paese corrotto che deve ritrovare se stesso. Per tanto tempo abbiamo puntato sulla morale, diventato fin troppo moralisti, e ci siamo dimenticati di perseguire l'etica nelle nostre azioni. Ci vorrebbero amministratori dal pensiero trasversale, pragmatici e decisionisti, che non seguano i binari dell'ideologia di turno o che in alternativa si chiudano di fronte a tutto rifiutando ogni tentativo di riforma, come fanno i vari schieramenti oggi al governo e all'opposizione. E invece no: chi ci governa porta sempre un vessillo e lo difende anacronisticamente a spada tratta. Giusto il no alle olimpiadi. In questo momento. D'altro canto abbiamo esperienze di recenti mezzi fallimenti, opportunamente mascherati dai media e dalla politica come grandi successi. Voglio ricordare la recente esperienza dell'Expo. Interessata dalla corruzione, gestita in qualche modo, padiglioni eretti all'ultimo istante, pessima organizzazione, nonostante le sempre belle parole dei media filogovernativi. Bilancio finale: passivo di 24 milioni di Euro. Una pubblicità che è costata cara a Milano e ai contribuenti. E Milano ce l’ha sempre fatta da sola. Sinceramente non avevamo bisogno di Expo. A Roma abbiamo un recente preoccupante precedente negativo: i Mondiali di nuoto del 2009. Ritardi nell'ultimazione dei lavori del centro che doveva ospitare le gare, poi dirottate sul foro italico (ristrutturato con 45 milioni di Euro). Il centro acquatico disegnato da Calatrava ci costa 660 milioni di euro, 11 volte il prezzo preventivato e non è ancora stato ultimato. Penso che prima di sparare i fuochi di artificio (noi siamo bravi in questo) è bene che questo paese pensi a modernizzarsi, investendo ad es. sulle infrastrutture, snellendo la burocrazia, rendendo la giustizia più giusta, la comunicazione più libera, e lasciando da parte il becero clientelismo che rallenta lo sviluppo del paese dando spazio a tanti mediocri e fannulloni tesserati. La pubblicità è l’anima del commercio: oggi Roma ha bisogno di ricostruirsi e poi di farsi pubblicità. Come il resto del mondo civile, il nostro paese si dia delle regole, le rispetti e le faccia rispettare a tutti i cittadini. Poi si potranno sparare i fuochi di artificio e potremo anche accettare le passerelle dei politici.
In questo contesto, il ritiro della candidatura di Roma all'organizzazione delle Olimpiadi, va visto come un messaggio forte. Anche se da italiani orgogliosi questo ci infastidisce. Che poi questa legittima presa di posizione diventi un pretesto per la politica per parlare e far parlare di sé, non mi sorprende, in questa perenne campagna elettorale che viviamo da anni. Questa decisione era nel programma del M5S che è stato votato dalla maggioranza dei romani. Quindi di cosa stiamo parlando? Una volta tanto del volere dell’elettore che viene riconosciuto!