mercoledì 12 ottobre 2016

Sabato 15 ottobre 2016 si vota e le Province resistono.


Articolo di Camillo Luini
Consigliere comunale
Indipendenti per Besnate.


Nell'indifferenza generale, sabato 15 ottobre 2016 eleggeremo il nuovo Consiglio Provinciale.  Per il grande pubblico le Province sono state abolite, però ci sono ancora ! Metodo simile per i futuri Senatori ?

Sì, è vero, il vertice politico delle Province non è più elettivo, ma quello che si voleva evitare è ancora tutto lì.
Innanzitutto, la struttura su cui si reggono le Province è rimasta intatta con il codazzo di Presidente, amministratori, personale, dirigenti, uffici e tanti soldini da spendere. Non sfugge a nessuno che il vero costo è lì.
Nella Provincia  "abolita", come in una storia surreale, il giorno 15 ottobre 2016  gli Amministratori comunali  voteranno per la rielezione del Consiglio provinciale di Varese. Il nuovo consiglio provinciale, si vota il 15 ottobre: all'elezione parteciperanno solo consiglieri comunali e sindaci. Il nuovo consiglio rimarrà in carica fino al 2018

A Varese ci sono  5 Liste con 78 candidati in competizione e chi scrive ne è a conoscenza solo perchè ricopre l'incarico di consigliere comunale ed è pertanto chiamato al voto.
Ma ben poco o niente di questa informazione è arrivata alla gente, eleggeremo pertanto un Consiglio provinciale all'insaputa dei cittadini. Vi sembra normale ?

Questo l'elenco dei consiglieri comunali aventi diritto al voto

Non solo. Le province sono "abolite" ma per essere certi che questi enti possano sopravvivere, nella riforma costituzionale sottoposta al prossimo referendum popolare i giovani costituzionalisti emeriti le hanno inserite ridefinendole "enti di area vasta".

E per riportarmi al tema caldo del referendum, simile situazione si potrebbe verificare con l'approvazione   della riforma costituzionale "renziana".

Il Senato della Repubblica continuerà ad esistere ma con Senatori (la cui funzione è incommensurabilmente più importante di quella dei Consiglieri Provinciali) non eletti dai cittadini  bensì estratti dalle file degli Amministratori locali, per indice di gradimento alle segreterie politiche di turno.
Senatori all'insaputa degli elettori, con tutto ciò che ne consegue. Senza legittimazione popolare ma con immunità parlamentare. Varianti urbanistiche ed appalti per gli amici, spese folli, ecc. ben coperte dall'immunità.
Non mi pare cosa da poco. Voi che ne dite?

Questo è il quadro che mi sento di in dovere di portare alla conoscenza del pubblico. Ai lettori le ovvie considerazioni.