domenica 3 settembre 2017

Gli immigrati irregolari a Besnate sono ben oltre il numero dichiarato. La solita, italica sceneggiata.

Nel mese di agosto le notizie di Stampa segnalavano la presenza di 23 immigrati irregolari sul territorio besnatese anzichè i 15 ufficialmente ospitati in via Monte Rosa 5 dalla cooperativa Versoprobo, faticosamente annunciati, dichiarati, accettati da Sindaco e Prefettura (mai dalla maggioranza della popolazione).
Abbiamo atteso una smentita di tale notizia, che non è arrivata, ragione per la quale possiamo ritenerla veritiera, d'altra parte nessuno può verificare arrivi e partenze, nemmeno il Sindaco.
 
La vicenda è nota: nel mese di luglio scorso il Sindaco si oppose con lo sciopero della fame  all'ospitalità delle 32 persone (fortunosamente verificate) poichè con il Prefetto l'accordo era stato per un numero di 15 (quanto previsto dal Ministero degli Interni e dall'ANCI).
Il Sindaco si guadagnò così l'attenzione di stampa e televisioni nazionali, nonchè la popolarità, per l'intransigenza sul numero pattuito, sugli accordi, sulla parola data, sul rispetto reciproco nelle relazioni istituzionali, ecc., ecc..

Tant'è che dopo soli 4 giorni, il 14 luglio scorso, sulla rapidisisma promessa del Prefetto di ridimensionare a breve il numero degli ospiti, fino a 15 come concordato, il Sindaco annunciò altrettanto immediatamente la fine della propria manifestazione di dissenso istituzionale.

Oggi, trascorsi due mesi, gli immigrati sono ancora il 50 percento in più degli accordi,  il Sindaco intransigente o dissenziente sulla politica del proprio partito si è proposto all'opinione politica nazionale, lo sciopero della fame è alle spalle, il Prefetto attua la politica governativa di "sparpagliamo" gli irregolari ovunque trovi Giunte politicamente vicine ed ansiose di dare ospitalità agli irregolari. Nel frattempo il Partito Democratico (quello del Sindaco per chiarezza) ha cambiato radicalmente posizione, da "traghettiamoli tutti nel paese dell'accoglienza e c'è spazio per tutti" allo slogan "aiutiamoli a casa loro". Una presa di posizione italicamente tardiva.
Passata la buriana, Sindaco Corbo ed Assessori Piddini mantengono toni bassi sulla questione. Proclami opposti a silenzi, contraddizioni e tanti elementi per una messinscena da classica sceneggiata napoletana.

Ma per assistere questi ospiti, circa 500.000 a livello nazionale, il governo spende intanto  4,5 miliardi di euro all'anno sottraendoli ad altre priorità e povertà nazionali.

E i 23 ospiti di Besnate? Stanno bene, pare che il trattamento sia buono, gli spazi adeguati, cibo nella norma, attività ludico/sportive (si sono visiti in circolazione a Besnate con biciclette nuove di zecca), frequentano un corso di italiano, comunicano con il cellulare personale (con chi poi, mah!), attendono di conoscere dal Comune gli orari per accedere al campo di calcio.

Sia chiaro, non diamo colpe a queste povere persone costrette a vivere situazioni che furono forse disgraziate, ma ad una politica nazionale interessata o miope o sprezzante che ha posto in atto una serie di iniziative atte ad illudere che nel Belpaese ci fosse spazio e benessere per tutti, traghettamenti facilitati compresi, ma che dopo non sa come trattare e gestirne la loro permanenza, lasciandoli nell'incertezza, nell'inedia, senza prospettive di risoluzione.

E a pagare ? Gli italiani naturalmente e per la propria quota i besnatesi.

Qualche soluzione, al di là di improbabili digiuni o scioperi del telefono sulla questione (ultima novità  appresa da "La Prealpina", del Sindaco Renziano) la giunta Besnatese potrebbe trovarla. Ad esempio potrebbe tassare la società che ospita i migranti e che usufruisce gratuitamente dei servizi del Paese (pagati dai Besnatesi): la tassa dovrebbe prevedere una quota maggiorata per TASI e TARI per i migranti in più rispetto al previsto e nel caso di utilizzo di strutture specifiche del Paese (es. campo sportivo) farne pagare l'utilizzo alla cooperativa ospitante. Altri sindaci, anche piddini, lo hanno annunciato.

Consigliere Comunale
Camillo Luini

Da "La Prealpina":