mercoledì 21 febbraio 2018

7.300 euro per i tabelloni elettorali. Una legge anacronistica.

Lungo la Via per Gallarate vediamo una sfilata di  60 tabelloni elettorali desolatamente vuoti a  testimoniare che non sevono più alla propaganda dei partiti. 

Ma le norme di Legge prevedono uno spazio per ciascun capolista e uno spazio per ciascun partito per la Camera e il Senato, oltre a uno spazio per ciascun partito alle elezioni regionali.
Il Comune di Besnate ha approntato 88 metri lineari di tabelloni per un costo di  7.300 euro. Vero che si tratta di una spesa che verrà rimborsata da Stato e Regione ma è evidente quanto sia anacronistico questo obbligo in tempi di televisione, internet, social network e carta stampata.  
Ad ogni tornata elettorale il tema si ripresenta come la spesa e se per ogni besnatese essa incide per 1,4 euro, traslata a livello nazionale ne deriverebbe una spesa compessiva di 84 milioni di euro, che potrebbero coprire tante esigenze e povertà.
Eppure il Parlamento ha approvato solo due mesi fa una nuova (pessima) legge elettorale, ma di queste "piccolezze" i Partiti se ne sono dimenticati.

Anche da segnali come questo viene spontanea la considerazione che vivamo in un Paese aggrovigliato nel passato mentre il resto del mondo corre, con i vertici politici impegnati nelle alchimie per i propri seggi.


Consigliere comunale Indipendenti
Camillo Luini