lunedì 9 luglio 2018

La risposta del Sindaco alle nostre domande su migranti e adesione allo S.P.R.A.R.

Nella seduta di Consiglio comunale del 6 luglio 2018 il Sindaco ha risposto alle nostre domande sul tema e di ciò diamo riscontro.   La nostra Interrogazione riguardava lo stato delle cose intorno ai migranti ospitati e le prospettive di soluzione  delle problematiche che avevamo esposto in articoli precedenti (il più recente: Migranti. Dopo tanta prodiga accoglienza, la Cooperativa porta il Comune in Tribunale.)

 

La struttura in Besnate di Via Monterosa 5, gestita dalla cooperativa Versoprobo sta ospitando n. 23 immigrati irregolari (ufficialmente "cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale") ma l'immobile può ospitarne solo n. 13. Il Comune è stato costretto dalla sopraddetta Cooperativa a costituirsi in giudizio presso il TAR Lombardia per sostenere la propria posizione. Decisione rinviata alla prossima udienza TAR del 9 gennaio 2019.


Intanto i 23 richiedenti asilo hanno permesso di soggiorno, sono stati iscritti all'anagrafe dei residenti del Comune di Besnate, hanno la carta d'identità (non valida per l'espatrio), tessera sanitaria e medico di base.
Il permesso di soggiorno ha durata sei mesi, rinnovabili, ed abbiamo capito che l'attesa del parere delle Commissioni di valutazione del diritto di protezione internazionale ci porterà alle cosiddette "calende greche".


Il nostro Comune ha ora aderito allo S.P.R.A.R. (Sistema Nazionale di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) con progetto di accogliere n. 15 immigrati irregolari (forse n.12, ma da definire) che saranno trasferiti dal C.A.S. cooperativa Versoprobo (Centro Accoglienza Straordinario)  e gestiti dal Comune in immobile ancora da identificare. La Prefettura garantirebbe (e il condizionale non è casuale)  lo svuotamento dell'attuale CAS per cui, a tendere, si manterebbe la presenza di 15 immigrati irregolari con l'impossibilità di aprire altre strutture straordinarie come quella di Via Monterosa.
Con il progetto S.P.R.A.R. l'integrazione dei richiedenti asilo sarebbe più incisiva con corsi di italiano e formazione lavorativa mentre non ci saranno aggravi economici per il Comune perchè i fondi necessari saranno di origine statale.

Le nostre considerazioni?
Ammesso che le promesse prefettizie/ministeriali potranno essere attuate nel nostro Comune (ci vedono dubbiosi e ci crederemo solo quando le vedremo), esse ci appaiono comunque rimedi ad una situazione sfuggita di mano, ma pur sempre rimedi di una politica governativa immigratoria sconsiderata per mille motivi e che, grazie agli italiani, ha finalmente mostrato la corda.



Consigliere comunale
Camillo Luini